
Michele Zaza, Lo spazio del respiro, 2012, videoinstallazione, due video loop, molliche di pane, tempera su parete, dettaglio, Galleria Bianconi, Milano arte
Michele Zaza – Lo spazio del respiro, Galleria Bianconi (MAPPA) di Milano. La mostra personale di Michele Zaza, a cura di Claudia Löffelholz, sarà aperta fino all’8 settembre. L’esposizione offre due installazioni pensate per gli spazi di Galleria Bianconi che creano un percorso suggestivo, in dialogo con una sezione storica, anticipazione della mostra antologica che seguirà in autunno presso la Galleria De Primi Fine Art di Lugano, evidenziando la coerenza e l’attualità della ricerca di Zaza nel panorama della fotografia internazionale. > c. stampa > Martedì 3 luglio – alle ore 18:30 – è previsto un incontro dedicato al ruolo storico e attuale dell’artista. I protagonisti dell’incontro saranno l’artista Michele Zaza, Flaminio Gualdoni, storico e critico d’arte, che da anni si occupa del lavoro di Zaza e che nel 2009 ha curato la personale alla Galleria Bianconi “Michele Zaza. Il Sogno del Viaggiatore”, Claudia Löffelholz, curatrice della mostra in corso e Antonella Soldaini, storica dell’arte che, in questi ultimi anni, sta collaborando alla realizzazione della monografia dell’artista a cura di Germano Celant. >>
Il dibattito propone una lettura dell’opera di Michele Zaza, tra memoria e attualità del suo vissuto, che si sviluppa dal confronto tra l’artista e i diversi interlocutori, avvicinatesi al suo lavoro in momenti diversi e a partire da differenti punti di vista storico-culturali. Spaziando dunque dal ruolo di Michele Zaza all’interno della storia dell’arte sino ad analizzare le esperienze che si collegano alle sue ricerche più attuali, si andrà a far luce sul percorso dell’artista e sul suo ruolo all’interno della scena dell’arte contemporanea.

Michele Zaza, 2011, Paesaggio Magico, 9 fotografie, 50 x 60 cm ciascuna, – foto Luigi Acerra, Galleria Bianconi, Milano arte e cultura
La mostra “Lo spazio del respiro”, in corso alla Galleria Bianconi fino all’8 settembre 2012 e che proseguirà in autunno a Lugano alla Galleria DePrimi Fine Art, offre grande rilievo alla produzione attuale dell’artista, con due monumentali installazioni site specific che creano un percorso suggestivo, in dialogo con una sezione storica, anticipazione della mostra antologica che seguirà, a novembre e dicembre 2012, presso la Galleria De Primi Fine Art di Lugano.
Come sottolinea la curatrice Claudia Löffelholz “Michele Zaza focalizza le sue riflessioni esistenziali evocando, tramite fotografie, sculture, installazioni e video, un universo tra reale, immaginario e metafisico che riporta storie ed esperienze primordiali e include una trama di relazioni visive, carica di simbolismi e rimandi, (ri)svegliando la dimensione mitica e mistica dell’uomo e delle avventure universali”.
In occasione del talk verrà presentato il catalogo a cura di Claudia Löffelholz che accompagna la personale di Michele Zaza “Lo spazio del respiro” nelle sedi di Milano e Lugano.

Michele Zaza,Lo spazio del respiro, 2012, installazione, 6 fotografie, 15 sculture in legno, tempera su parete, – foto Luigi Acerra, Galleria Bianconi, Milano
Michele Zaza. Lo spazio del respiro
A cura di Claudia Löffelholz
24 maggio – 8 settembre 2012
lunedì>venerdì 10.00-13.00, 14.00-19.00
sabato su appuntamento
(chiusura estiva 28 luglio – 20 agosto 2012
Galleria Bianconi
Via Lecco, 20 Milano
In collaborazione con la Galleria De Primi Fine Art, Lugano
Galleria Bianconi
Tel. + 39 02 91767926
info@galleriabianconi.com
www.galleriabianconi.com
Ufficio stampa:
maddalena bonicelli
mb.press@galleriabianconi.com
Tel. + 39 335 6857707
-
Michele Zaza
Michele Zaza nasce a Molfetta il 7 novembre del 1948. Frequenta l’Istituto d’Arte di Bari e nel 1967 s’iscrive al Corso di Scultura di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove consegue il diploma nel 1971.
Nel 1972 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Diagramma/Inga-Pin di Milano. Nel gennaio del 1973 Zaza espone il ciclo Dissidenza Ignota da Marilena Bonomo a Bari. Nel 1975 espone da Massimo Minini a Brescia e da Annemarie Verna a Zurigo. Tra il 1976 e il 1978 presenta nuovi cicli di lavori da Ugo Ferranti a Roma, da Lucio Amelio a Napoli, da Yvon Lambert a Parigi e dalla Galleria Saman di Genova. Mentre nel 1980 si tiene un’importante mostra da Leo Castelli a New York dove Zaza espone Neo-Terrestre. Nello stesso anno Zaza viene invitato alla Biennale di Venezia con una sala personale. L’anno seguente è a Parigi, dove tiene una personale al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Nel 1991 espone al Cabinet des estampes du Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, e, nel 1996, a Mosca, presso lo Shchusev Architecture Museum, dove presenta una serie di nuovi lavori ispirati a Hölderlin.
Tra le collettive, nel 1977 e nel 1982 Zaza è invitato a Documenta (Kassel); nel 1975 alla Biennale di Parigi e nel 1977 alla XIV Biennale di San Paolo. Negli anni Ottanta e Novanta partecipa a mostre presso il Centre Pompidou di Parigi, la Nationalgalerie di Berlino, la Hayward Gallery di Londra e la Staatsgalerie di Stoccarda.
Proprio a partire dagli anni Ottanta, Zaza inizia ad inserire nelle sue opere elementi scultorei: un esempio è Paesaggio, in cui appaiono accanto a fotografie delle forme simili a volatili. Significativa è la serie di lavori intitolata Cielo Abitato.
Negli anni 2000 Zaza espone al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Mamco Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra, al Centro Luigi Pecci di Prato. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche, tra cui: Fondation Emanuel Hoffmann, Öffentliche Kunstsammlung (Basilea); Hamburger Bahnhof-Museum für Gegenwart (Berlino); Walker Art Center (Minneapolis); Centre Georges Pompidou e Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (Parigi); Staatsgalerie (Stoccarda); Museum of contemporary art (Téhéran); Kunsthaus (Zurigo).
Claudia Löffelholz
Nata in Germania, Claudia Löffelholz è curatore indipendente e giornalista. Dopo la laurea in Filologia Romanza e Germanistica alla Friedrich Schiller University di Jena (Germania), lavora come manager culturale per il Kulturbüro LaRete di Weimar, organizzando progetti espositivi a livello europeo. Il suo interesse è focalizzato su innovative pratiche artistiche soprattutto al riguardo della partecipazione e dell’arte negli spazi pubblici. Nel 2004, insieme a Julia Draganovic, fonda LaRete Art Projects a Modena che si dedica alla ricerca e al sostegno di nuove strategie artistiche (www.larete-artprojects.net). Lavora come co-curatore e produttore esecutivo del nuovo Premio Internazionale di Arte Partecipativa promosso dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Ha curato mostre ed interventi come Charlotte Ginsborg Trapped in the mirror allo SPAC di Buttrio; VIRES. Exercises on power – Exercises of Choice, serie di performance di Maria José Arjona al centro storico e Teatro Anatomico dell’Archiginnasio di Bologna; Tea Mäkipää Domesticated Nature alla galleria z2o di Roma e The Eye of the Collector (con Julia Draganovic) a Villa delle Rose, Bologna.





















GUSTAVO BONORA 




















Discussione
Non c'è ancora nessun commento.