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ITALIAN NEWBROW a cura di Ivan Quaroni, Como, Pinacoteca Civica Palazzo Volpi: Vanni Cuoghi, Silvia Argiolas, Diego Cinquegrana, Alice Colombo, Paolo De Biasi, Marco Demis, Emiliano Di Mauro, Diego Dutto, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano

Vanni_Cuoghi, La disinfestazione dai buoni propositi, acquerello e collage su carta, 52x95cm, 2011

Vanni Cuoghi, La disinfestazione dai buoni propositi, acquerello e collage su carta, 52x95cm, 2011 - click to enlarge

Ivan Quaroni è curatore di ITALIAN NEWBROW: inaugurazione venerdì 10 febbraio 2012, ore 18.30, Pinacoteca di Palazzo Volpi a Como (click: MAPPA). Italian Newbrow sarà aperta fino al 25 marzo 2012. Un gruppo di 16 artisti – Vanni Cuoghi, Silvia Argiolas, Diego Cinquegrana, Alice Colombo, Paolo De Biasi, Marco Demis, Emiliano Di Mauro, Diego Dutto, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano – e una pluralità di voci e modi espressivi che recupera iconografie popolari di oggi – dal fumetto all’illustrazione, dal graphic design alla pubblicità, alla musica – incrociandole con l’arte di ieri. Dialogo reso evidente anche dalla compresenza delle opere contemporanee con quelle della Quadreria storica della Pinacoteca di Palazzo Volpi. > comunicato stampa >

La mostra  Italian Newbrow, la cui direzione organizzativa è stata affidata a Nicoletta Castellaneta, è promossa dalla Fondazione Club Lombardia, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e il patrocinio della Regione Lombardia. La rassegna intende raccontare i mutamenti artistici seguiti alla diffusione di massa di Internet e alla globalizzazione e mostrare come sia cambiato il contesto in cui si trovano a operare le nuove generazioni di artisti.

Paolo De Biasi, The Great Escape, 2012, acrilico e olio su tela, cm 50x200 - click to enlarge

“Italian Newbrow non è propriamente un movimento artistico – spiega Ivan Quaroni – e neanche un nuovo linguaggio condiviso, ma un’attitudine, un’inclinazione anzi, che si coglie simultaneamente da più fonti e che rappresenta una direzione suggerita dall’immaginario di massa determinato dal mondo globale e dai mutamenti tecnologici e culturali che ne derivano”.
Gli artisti, tutti di età compresa fra i 25 e i 45 anni, chiamati a raccontare tale scenario sono: Vanni Cuoghi, Silvia Argiolas, Diego Cinquegrana, Alice Colombo, Paolo De Biasi, Marco Demis, Emiliano Di Mauro, Diego Dutto, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano.

Gli artisti di Italian Newbrow captano lo zeitgeist del mondo contemporaneo, ne colgono i differenti linguaggi e codici espressivi e li uniscono in lavori che combinano tra loro culture lontanissime, mantenendo però intatte le caratteristiche di stile dei loro luoghi di appartenenza. Un’arte che si esprime nella zona di confine tra globale e locale e che fonde ironia e irriverenza, influssi neo-gotici e suggestioni folk, citazioni punk e cultura popolare.
Italian Newbrow è una modalità di pensiero che attinge simultaneamente ad una pluralità di fonti iconografiche, siano esse alte o basse, che sono radicate nella cultura e nell’immaginario pop di questo

Fulvia Mendini, Pipilotti Rist, Acrilici su tavola, 42 x30 cm., 2011 - click to enlarge

nostro mondo globale e connesso.

Ivan Quaroni ha presentato per la prima volta il progetto Italian Newbrow nel 2009, durante la quarta Biennale di Praga. Il termine newbrow nasce in opposizione al termine lowbrow, considerato dagli artisti della scena Pop surrealista americana sminuente e avvilente, per porre l’accento sull’aspetto nuovo e inedito di fare arte.

Accompagna la mostra un catalogo con testi critici di Ivan Quaroni e Igor Zanti. Segue, a invogliare a leggerlo nel catalogo, il brano d’apertura del corposo testo di Ivan Quaroni:
L’arte italiana ai tempi di Zygmunt Bauman, di Ivan Quaroni

Mondo Liquido
Il pensatore che meglio ha saputo interpretare i mutamenti che caratterizzano l’attuale epoca d’incertezza e precarietà è, senza dubbio, Zygmunt Bauman. A lui si deve la celebre definizione di “mondo liquido”, usata in contrapposizione al “mondo solido” della società industriale, per descrivere l’inedita rapidità di cambiamenti in atto in ogni ambito dell’agire umano. Nella società liquido-moderna descritta dallo studioso britannico, sono instabili non solo gli assetti politici ed economici e i flussi di produzione e consumo, ma anche i fondamenti etici e culturali d’individui e collettività. Secondo Bauman, “una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure” . In quest’ottica, l’esperienza passata non costituisce più una pietra di paragone perché, dice Bauman, “anche se qualcosa ha funzionato, le circostanze cambiano in fretta e in modo imprevisto” . La dimensione del turn over diventa un mood esistenziale, estendendosi ben aldilà delle condizioni lavorative, e impone rapidi rovesci anche sul fronte psicologico ed emotivo. In un mondo che ha mutuato dalla moda i meccanismi della stagionalità, l’ansia e la paura giocano un ruolo fondamentale. All’ossessione del benessere, della sicurezza finanziaria, della prestanza fisica, della giovinezza protratta ad libitum con il favore della chirurgia estetica e della “ginnastica” di massa, si affiancano i temi drammatici della precarietà professionale ed economica, dell’emarginazione sociale, della sfiducia nei confronti di un futuro incerto. Come la società, anche la paura diventa “liquida”, uno stato d’animo strisciante, che serpeggia dentro e fuori i confini della vita individuale.

Emiliano Di Mauro, Mont 1, 2011, acrilico su tela, cm 70x100

Emiliano Di Mauro, Mont 1, 2011, acrilico su tela, cm 70x100

In un tale orizzonte esistenziale, la cultura, e dunque l’arte, si ridefinisce secondo modelli che riflettono l’incessante rapidità e alternanza d’idee, valori, stati d’animo e possibilità di scelta. Non a caso, Bauman definisce homo eligens, l’uomo delle società capitalistiche avanzate, cioè l’individuo “che sceglie” o, meglio, chi è indotto a scegliere in un tempo presente continuo. L’homo eligens, infatti, non è l’uomo che ha scelto, poiché ogni opzione identitaria appartiene alle società del passato o, al limite, a quei gruppi, come le enclavi tribali e religiose, che vivono seguendo i dettami di antiche tradizioni. Al contrario, quella dell’homo eligens/consumens è una cultura evasiva e ibrida, onnivora e post-gerarchica. Una cultura, insomma, globale ed extraterritoriale, che postulando l’uguaglianza di tutte le culture, si sottrae a ogni forma d’identificazione etnica, religiosa, politica, sociale.
Internet è, naturalmente, la causa, e insieme la manifestazione conclamata, di questa extraterritorialità, dove le culture compaiono come possibili opzioni del nostro menù interattivo. La diffusione di massa del web ha, peraltro, enfatizzato le premesse culturali contenute già nel postmodernismo, caratterizzato, come ricorda Fulvio Carmagnola, “da alcuni aspetti specifici: ibridazione tra culture alte e basse, eclettismo stilistico e mescolanze di tradizioni differenti, consumo vistoso ed esibitorio, importanza sempre maggiore dell’ambiente mediale” (…)Ivan Quaroni

Marco Demis, Con cludere, olio su tela, 84,5x100 cm., 2011

Marco Demis, Con cludere, olio su tela, 84,5x100 cm., 2011

Scheda della mostra
Titolo Italian Newbrow
A cura di Ivan Quaroni
Direzione organizzativa Nicoletta Castellaneta
Progetto di Fondazione Club Lombardia www.clublombardia.it
Sede Pinacoteca Civica Palazzo Volpi, Como – Via Diaz 84 –  (click: MAPPA)
Date 11 febbraio – 25 marzo 2012
Conferenza stampa Venerdì 10 febbraio, ore 11
Sala conferenze – Pinacoteca Civica Palazzo Volpi, Como
Inaugurazione Venerdì 10 febbraio, ore 18.30
Orari da martedì a sabato 9.30 – 12.30 / 14 – 17
mercoledì orario continuato 9.30 – 17. Domenica 10 – 13.
Chiuso lunedì.
Ingresso € 3 (il biglietto consente di visitare anche la collezione permanente)
Catalogo Con testi di Ivan Quaroni e Igor Zanti

Informazioni al pubblico Pinacoteca Civica Palazzo Volpi
Tel. 031.269869 – www.museicivici.comune.como.it

Ufficio stampa NORA comunicazione – Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via A. Sforza 9 – 20136 Milano – 339 89 59 372
info@noracomunicazione.itwww.noracomunicazione.it

GLI ARTISTI di ITALIAN NEWBROW 

Silvia Argiolas
Nata a Cagliari nel 1977. Vive e lavora a Milano.
Una pittura indefinita e sfuggente, liquida e multiforme è quella di Silvia Argiolas, artista sarda che ha maturato uno stile originale, sospeso tra figurazione e astrazione. Le sue opere, dove personaggi antropomorfi si sciolgono in uno spazio naturale, sono il prodotto di una palpitante immaginazione, capace di trasfigurare presagi e sensazioni in immagini ad alta tensione emotiva. I suoi dipinti raffigurano paesaggi interiori, territori psichici incontaminati, che narrano l’eterno ciclo di morte e rinascita di tutte le creature. II suoi boschi e le sue foreste incendiate da impossibili tramonti chimici sono luoghi di catarsi e rigenerazione, spazi di affrancamento e di riscatto dalle sofferenze dell’esistenza.

Diego Cinquegrana
Nato a Como nel 1981. Vive e lavora a Como. I ricami di Diego Cinquegrana sono disegnati direttamente su scampoli di cotone nero e successivamente ricamati con una gamma ridotta di fili colorati. Ogni ricamo è delimitato da una cornice, un perimetro cavo adornato agli angoli da figure floreali, rune o svastiche, entro cui si distende una rappresentazione simultanea d’immagini altamente suggestive, ma di difficile decrittazione. Si tratta di figure enigmatiche, epifaniche, collegate tra loro da sottili analogie, da affinità aleatorie che sfuggono all’occhio inesperto. Lo stile è sintetico e asciutto, quasi primitivo. Uno stile che ha il pregio di restituirci in modo unico e originale i fremiti e i turbamenti di un sogno perduto.

Alice Colombo
Nata a Cassano d’Adda (Mi) nel 1981. Vive e lavora a Melzo (Mi).
Trae spunto principalmente dalle proprie esperienze Alice Colombo, che con un segno sottile e delicato intesse narrazioni minime, che lei stessa definisce come “stesure di istanti di vita quotidiana in chiave poetica”. L’artista si è diplomata in pittura all’Accademia di Brera, ma durante gli studi ha avuto l’opportunità di frequentare per un certo periodo l’Università di Leeds, in Inghilterra. Qualcosa della cultura britannica deve essere filtrato nel suo immaginario visivo, perché le sue opere ricordano a tratti le illustrazioni dei libri per bambini di epoca vittoriana. A differenza di Arthur Rackham o Beatrix Potter, Alice Colombo contamina il disegno con il collage, rendendo le sue storie più prossime alla realtà contemporanea.

Vanni Cuoghi

Vanni Cuoghi, Sei pensieri di primavera, acquerello su carta, 74x96cm, 2011

Vanni Cuoghi, Sei pensieri di primavera, acquerello su carta, 74x96cm, 2011 - click to enlarge

Nato a Genova nel 1966. Vive e lavora a Milano.
Nella pittura di Vanni Cuoghi convivono molteplici riferimenti visivi, condensati in uno stile che è colto e popolare insieme. Nei suoi dipinti affiorano, infatti, citazioni e allusioni alla pittura del Rinascimento, ai paesaggisti dell’Arcadia, agli abiti e costumi d’epoca barocca e perfino a certe atmosfere fiabesche vittoriane. Un armamentario iconografico che l’artista filtra attraverso una marcata propensione verso la trasfigurazione fantastica e surreale. Così, se da un lato l’artista dispone i suoi bislacchi personaggi in uno spazio bianco, dove la prospettiva e i rapporti di grandezza sono suggeriti dalla posizione delle figure sulla superficie, dall’altra contrappone all’economia minimale dei fondi una vivace vena ironica ed un sontuoso corredo di decori e ornamenti, che contribuiscono ad impreziosire la struttura generale delle opere.

Paolo De Biasi
Nato a Feltre nel 1966. Vive e lavora a Treviso.
I dipinti e i collage di Paolo De Biasi sono costruiti attraverso una logica combinatoria, che genera narrazioni incongruenti, ambigue, aperte a qualsiasi interpretazione. Le immagini, frutto di un ripescaggio e insieme di un sabotaggio del repertorio iconografico degli anni ’50 e ’60, sono collocate in uno spazio incerto, non gerarchico, dove i dettami della fisica sono sostituiti da principi di funzionalità estetica. Personaggi, oggetti e architetture del recente passato si stagliano come episodi epifanici di un tempo simultaneo, privo di coordinate sequenziali. Generate in un’area imprecisata tra la coscienza vigile e l’intuizione, tra la logica cartesiana e il pensiero abduttivo, le immagini dipinte da De Biasi sono rappresentazioni paradossali, enigmatiche e vertiginose, in grado di suggerire suggestioni e significati inediti.

Marco Demis
Nato a Milano nel 1982. Vive e lavora a Milano.
L’opera di Marco Demis ruota attorno a un’assenza, a un vuoto prodotto dalla sottrazione d’espressività. È un espediente, e insieme un artificio retorico, che ha come effetto la creazione di un mistero e quindi di una seduzione che obbliga l’osservatore a colmare questo “vulnus” attraverso l’immaginazione. I suoi soggetti sono per lo più figure di bambini immersi in paesaggi plumbei e collocati in un’imprecisata dimensione temporale, ma l’infanzia non è un tema che l’artista intenda indagare. Le figure dipinte da Demis, in quanto private dell’espressività dello sguardo, sono piuttosto altrettante raffigurazioni di un enigma, di un arcano che attende di essere chiarito.

Emiliano Di Mauro
Nato a Milano nel 1978. Vive e lavora a Milano.
La ricerca di Emiliano Di Mauro verte sulla forzatura delle potenzialità della pittura, non solo tramite la rarefazione della griglia cromatica, ma anche attraverso una scelta casuale di soggetti quotidiani, che servono ad attutire la carica enfatica della rappresentazione. Lo stile anti-narrativo di Emiliano Di Mauro privilegia la sovrapposizione ottica d’immagini deboli, quasi prive di significato, che risultano, come per effetto di una sovraesposizione fotografica, inondate da una luce bianca che annulla i particolari degli oggetti lasciandone integra la sola struttura. Dal punto di vista estetico, quindi, il suo lavoro richiama le stilizzazioni di certa grafica minimal, che seduce lo sguardo con un segno scarno ed essenziale.

Diego Dutto
Nato a Torino nel 1975. Vive e lavora a Torino.
Ibridazione e bizzarria sono elementi fondanti anche della ricerca di Diego Dutto, scultore in grado di trasferire le forme vive del mondo animale in quelle stilizzate e aerodinamiche di bizzarri bolidi alati. In particolare, l’artista torinese trae spunto dalla conformazione fisica di esemplari d’origine antichissima, come mante e tartarughe acquatiche, per costruire sculture che sembrano il prodotto del più moderno design industriale. I materiali e le finiture sono le stesse in uso nelle carrozzerie: vetri, smalti, resine e lamiere d’alluminio, a cui l’artista conferisce un aspetto che, in gergo motociclistico è definito con la sigla RR, ovvero Race-Replica, in riferimento all’estetica affusolata delle moto da corsa.

Eloisa Gobbo

Eloisa Gobbo, moreAmore, acrilico su tela, 80x120 cm., 2009

Eloisa Gobbo, moreAmore, acrilico su tela, 80x120 cm., 2009

Nata a Padova nel 1969. Vive e lavora a Padova.
Una profusione di trame e orditi attraversa le opere di Eloisa Gobbo, velando la natura fondamentalmente concettuale e dialettica degli aforismi capovolti e dei verdetti gnomici che rimandano ai frasari visivi di Jenny Holzer. Per l’artista, l’uso di motivi floreali e geometrici, di silhouette ed altre icone ripetute e moltiplicate corrisponde ad una precisa volontà di riaprire il dibattito sulla dignità dell’ornamento nell’arte contemporanea italiana. Nei suoi ultimi lavori, l’artista riprende l’accattivante bellezza dei fiori dipinti da Warhol, recuperando tutti i tratti salienti dell’estetica pop, dalle tinte rigorosamente piatte, alle linee di contorno marcate, fino agli elementi desunti dal fumetto, come i fondi retinici di Roy Lichtenstein.

Massimo Gurnari
Nato a Milano nel 1981. Vive e lavora a Milano.
Massimo Gurnari mescola l’atmosfera frusta e logora dei fenomeni da baraccone con frequenti incursioni nel mondo dei tatoo, maneggiando le citazioni iconografiche, che spaziano dalle vecchie incisioni anatomiche all’estetica del mondo circense fino a certi popolarissimi topos storico-artistici, con un piglio originale e personale. La giustapposizione, talvolta persino la crasi, tra icone di varia provenienza è uno dei meccanismi compositivi prediletti da Massimo Gurnari, che dimostra come ogni singola immagine sia niente più che il frammento di una babele visiva, che suona come una biblica confusione di lingue e fonemi.

Fulvia Mendini
Nata a Milano nel 1966. Vive e lavora a Milano.
Adotta un linguaggio lineare e sintetico, influenzato dal graphic design, dall’illustrazione per l’infanzia e dalla tradizione artigianale dell’Arts and Crafts. I suoi ritratti mostrano soggetti con colli oblunghi, occhi grandi, bocche innaturalmente regolari. Sembra quasi che i volti dipinti dall’artista soccombano al dominio della geometria. Se non fosse per l’abbondanza di accessori, che distingue un personaggio dall’altro, si faticherebbe a distinguerli. Sono, infatti, i vestiti, i cappelli, i gioielli, le acconciature a fare la differenza, tanto da indurci a credere che i ritratti altro non siano che un pretesto per inscenare, ancora una volta, lo spettacolo di un’arte che riporta in primo piano il piacere miniaturistico per il dettaglio prezioso. In tal senso, i fiori, gli insetti e gli uccelli che compaiono nelle composizioni dell’artista sono i vocaboli di un dizionario visivo in cui si fondono parimenti echi dell’arte orientale e occidentale.

Elena Rapa
Nata a Fano nel 1978. Vive e lavora a Lucrezia di Cartoceto (Pu).
I personaggi dipinti da Elena Rapa sono figli di un suggestivo incrocio tra il mondo immaginifico delle fiabe per bambini e quello alternativo e antagonista del fumetto underground. La fanciullezza è, infatti, un tema centrale della ricerca dell’artista marchigiana, sebbene sia spesso abbinata alla presenza di elementi surreali o addirittura mostruosi. Un tipico esempio è rappresentato dall’invenzione di creature ibride e bizzarre come la macrocefala Lucilla Testagrossa, personaggio con un corpo infantile ed una grande testa sferica. L’indagine pittorica dell’artista coinvolge anche il paesaggio, che diventa un luogo d’innesti tra visioni fantastiche e surreali ed ambientazioni naturalistiche e campestri.

Michael Rotondi
Nato a Bari nel 1977. Vive e lavora a Milano.
Le citazioni di Michael Rotondi sono prelevate principalmente da due ambiti specifici, l’immaginario pop, con le sue variegate espressioni, e frammenti di memorie autobiografiche, elementi di uguale importanza nella ricerca iconografica dell’artista. Utilizzando immagini che ripercorrono miti collettivi e impressioni private, mescolate in un coacervo di personaggi dei cartoon, emblemi del rock e ritratti di amici e familiari, Rotondi imbastisce narrazioni bizzarre, sospese tra realtà e immaginazione.
Con le sue installazioni, organizzate come accumuli apparentemente caotici d’icone e annotazioni visive, l’artista livornese traccia una sorta di mappa culturale e sociale della nostra epoca, un affresco, insieme pubblico e privato, della moderna gioventù.

Giuliano Sale
Nato a Cagliari nel 1977. Vive e lavora a Milano.
Nelle opere di Giuliano Sale, dominate da un clima crepuscolare ed estenuato, da ambientazioni asfittiche e morbose, campeggiano, come lemuri dell’inconscio, personaggi inquieti e sinistri. Corpi allungati, volti emaciati, pelli livide e lattescenti, le vergini dipinte da Sale incarnano il prototipo di un’umanità alienata e depravata, più prossima alla genia fantastica dei vampiri e dei morti viventi. Ispirandosi agli episodi più torbidi dell’immaginario preraffaelita, Sale mescola, fino a confondere, i tratti ideali della femme fatale decadente con quelli demoniaci di freak e fenomeni da baraccone, riuscendo a rappresentare le fobie e idiosincrasie di questo capriccioso e volubile nuovo millennio.

Tiziano Soro
Nato a Milano nel 1979. Vive e lavora a Milano.
La predilezione per immagini vintage si ritrova anche nella pittura di Tiziano Soro, che spesso dissemina le sue opere con elementi appartenenti al recente passato. La sua ricerca è basata sulla contaminazione tra due grammatiche antitetiche, da una parte la rappresentazione realistica, diciamo pure di marca fotografica, dall’altra un certo tipo di sintesi formale, che include il gusto per pattern, texture e simboli segnaletici. Il risultato è straniante e allo stesso tempo accattivante, poiché l’immagine realistica, stagliata su uno sfondo fortemente connotato da elementi ornamentali, assume un valore quasi araldico.

Giuseppe Veneziano

Giuseppe Veneziano, Mc Emmaus, acrilico su tela,  110x140 cm

Giuseppe Veneziano, Mc Emmaus, acrilico su tela, 110x140 cm

Nato a Mazzarino (CL) nel 1971. Vive e lavora a Milano.
La pittura di Giuseppe Veneziano è basata sull’impiego di iconografie di facile reperibilità, spesso banali, prelevate dalla storia dell’arte, dal mondo dei fumetti, dello spettacolo e della cronaca politica. L’obiettivo dell’artista è di offrire all’osservatore un’immagine disincantata e oggettiva della società contemporanea, dominata dai gossip e dal potere mediatico ed economico. La citazione, attraverso la modalità tipica della sostituzione di uno o più personaggi dell’immagine originaria, diventa per Veneziano uno strumento di analisi del passato e del presente.

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Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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Flash Art Event Milano 8-10 febbraio 201355 mostre d’arte contemporanea, proposte dalle più importanti gallerie d’arte italiane - selezione curatoriale di Flash Art - unite  a Palazzo del Ghiaccio di Milano (MAPPA), per un intero week end da dedicare all’arte (giovedì 7, a partire dalle ore 19 fino alle 22, una preview per galleristi, collezionisti, stampa e accreditati)  GALLERIE: Annarumma, Area\B, Artforkids, Artra, Beo Project, Boccanera, Giovanni Bonelli, Ca’di Fra’, Cannaviello, Cart, Contini, Continua, Culture Hotel, Curti/Gambuzzi, Massimo De Carlo, Edicola Notte, Paolo Erbetta, FaMa,Santo Ficara, Frittelli, In Arco, Interno 18, Invernizzi, Jerome Zodo, Studio Maffei, Manzoni, Studio Marconi ’65, Primo Marella, Melesi, Massimo Minini, Pio Monti, Museo Laboratorio, Opere Scelte, Oredaria, Otto Zoo, PACK, Giuseppe Pero, Poggiali e Forconi, Claudio Poleschi, PrimoPiano, RAM, Rizziero, Rizzutoarte, RUFA, Lia Rumma, Sperone, Christian Stein, Ermanno Tedeschi, The Promenade Gallery, Luca Tommasi, Villa Contemporanea, Visualcontainer, Workshop, z2o | Sara Zanin
Riccardo Costantini Contemporary Torino, Ray Smith
La galleria Riccardo Costantini Contemporary di Torino (MAPPA) apre la attività espositiva con la mostra di Ray Smith It’s time to change. Dal 22 febbraio al 13 aprile 2013, è proposta al pubblico la produzione recente dell’artista americano che torna in Italia dopo aver collaborato con importanti gallerie come Larry Gagosian, Bruno Bishofberger, Sperone Westwater e Akira Ikeda. Dopo la personale di Ray Smith, una collettiva di fotografia che vedrà esposti lavori di Mario Daniele, Giampiero Fanuli, Maurizio Galimberti, Piero Mollica, Patrick Van Roy; poi le personali di Ubay Murillo -giovane artista originario delle Canarie di base a Berlino- Vanni Cuoghi e del fotografo Edoardo Romagnoli.

PICASSO Palazzo Reale Milano
Picasso Milano Palazzo Reale
PICASSO a Milano: mostra a Palazzo Reale dal 20 settembre 2012 al 6 gennaio 2013. MAE Milano Arte Expo, per la mostra dedicata a Pablo Picasso – con i capolavori del Museo Nazionale Picasso di Parigi apre una rubrica curata dallo psicanalista Giancarlo Ricci  LEGGI >
AFRO - Museo Bilotti - Roma
AFRO, DAL PROGETTO ALL'OPERA, Museo Bilotti Roma
AFRO Dal progetto all’opera. 1951 - 1975 Museo Carlo Bilotti alla Aranciera di Villa Borghese (MAPPA), ROMA - 11 ottobre 2012 - 6 gennaio 2013. Con 37 opere, la mostra illustra le diverse fasi di concezione ed elaborazione dei dipinti di Afro: il passaggio dal disegno preparatorio, attraverso  progetti più complessi e articolati, fino alla versione definitiva del quadro. >LEGGI

SOTHEBY'S ASTA OPERE D'ARTE
Sotheby’s asta di arte contemporanea per il restauro del Castello dei Pico della Mirandola
Milano, asta d’arte benefica: da Sotheby’s asta di arte contemporanea per il restauro del Castello dei Pico della Mirandola, martedì 2 ottobre 2012 alle ore 18.00. Saranno posti all’incanto circa 30 lotti che importanti artisti contemporanei, italiani e stranieri, doneranno a sostegno di questa causa. a  LEGGI >

Emilio Tadini - Fondazione Marconi, Milano, fino al 31 ottobre 2012
Emilio Tadini mostra Milano Fondazione Marconi
Arturo Carlo Quintavalle: Tadini ha dipinto con gioia e ironia e questa gioia e ironia, e insieme questa profonda consapevolezza dell’artista come ideologo e creatore di organiche visioni del mondo, ne fanno la figura più rilevante dell’arte della sua generazione in Italia e una delle maggiori in Europa, una figura che è stata finora da molti citata e imitata  LEGGI >

Vermeer Il secolo d’oro dell’arte olandese
Vermeer Il secolo d’oro dell’arte olandese
27 settembre 2012 – 20 gennaio 2013 Per la prima volta a Roma una rassegna su Johannes Vermeer, massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo. La mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale - LINK sito della mostra - include, una selezione di opere di Johannes Vermeer - rarissime e distribuite nei musei di tutto il mondo, nessuna in Italia - e circa cinquanta opere di artisti olandesi suoi contemporanei.  Acquista i biglietti on-line

MARCELLO JORI Giacimento di passioni Padova Galleria Cavour
MARCELLO JORI Giacimento di passioni Padova Galleria Cavour
Dal 29 settembre al 28 ottobre 2012
Artista colto, multiforme e brillante, Marcello Jori torna a Padova dopo quasi trent'anni con un'esposizione che rappresenta una parte importante del suo articolato percorso artistico.
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Gustavo Bonora Exfabbricadellebambole Milano arteGUSTAVO BONORA su Attilio FORGIOLI

Alla Fondazione Stelline di Milano la mostra  di Forgioli fino al 13 ottobre 2012
Attilio Forgioli, MOSTRA A MILANO
- Una mozione di eccentricità - scrive Bonora - e, ad un tempo, di centralità: Attilio Forgioli, eccentrico rispetto alla dominante ed estenuata cronaca Postmoderna, ma centrale quanto all’iconicità storica, appare con un acuto di consistenza metafisica che, mentre intrattiene anche su contenuti “effimeri” (le scarpe, le bistecche, ecc.), li propone con la densità iconica che colma l’aspettativa estetica. > LEGGI >>
Maria Vittoria Capitanucci, Milano le Nuove Architetture, SKIRA
Maria Vittoria Capitanucci: Milano
Le nuove architetture
La nuova, straordinaria stagione della architettura milanese e i suoi grandi protagonisti alle soglie dell’Expo 2015. Capitanucci è docente di Storia dell’architettura
contemporanea presso il Politecnico di Milano e presso l’ISAD.. Edizioni SKIRA >>>
Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, Milano cultura
Marino Marini, Giocoliere, 1953, bronzo, h cm 45, Studio Guastalla per Museo Tattile Statale Omero Ancona, Milano arte e cultura
Studio Guastalla di Milano contribuisce
all'ampliamento della collezione del
Museo Tattile Statale Omero (Ancona).
Potrete vedere e toccare il Giocoliere di Marino Marini e altre opere da giovedì 15 giugno 2012, ore 17 presso le sale del Museo Omero alla Mole Vanvitelliana >>>

PEAU D’ARTS PARIS – MANON MORIN

Manon Morin
Peau d'Arts Paris, a cura di Manon Morin - Mur d'arts contemporains pour artistes, intervenants de l'art et toutes personnes qui aiment les arts. facebook.com/millemots
galerie talmart paris
Vernissage de JIZO, DIVINITE JAPONAISE de Jean-Marc Forax - 1er juin au 7 juillet 2012 - Une série de dessins aquarelles de Jizo, personnage japonais qu'on trouve sur les routes, divinité qui accompagne gaiment les enfants injustement punis.  Avec une vidéo de Shunsuke François Nanjo, et sonorisation de Hogo. Galerie TALMART - 22, rue du Cloître Saint-Merri, 75004 Paris - http://www.galerietalmart.com/

MILANO
FONDAZIONI
SPAZI ESPOSITIVI



Biblioteca di via Senato
Via Senato 14 | t. 0276215318
Info e programmi su www.bibliotecadiviasenato.it

Centre culturel français de Milan
Corso Magenta 63 | t. 02 4859191
Info e programmi su http://www.culturemilan.com

Hangar Bicocca - Spazio d’arte contemporanea
Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca) | t. 02 853531764
Info e programmi su http://www.hangarbicocca.it

Fabbrica del Vapore
Viale Procaccini 4 | t. 02 88464102
Info e programmi su http://www.fabbricadelvapore.org

Fondazione Alessandro Durini - Palazzo Durini
Via Santa Maria Valle 2 | t. 02 8053029
Info e programmi su http://www.fondazionedurini.com

Fondazione Marconi
Via Tadino 15 | t. 02 29419232
Info e programmi su
http://www.fondazionemarconi.org

Fondazione Antonio Mazzotta
Foro Buonaparte 50 | t. 02 878197
Info e programmi su
http://www.mazzotta.it

Fondazione Mudima
Via Tadino 26 | t. 02 29409633
Info e programmi su
http://www.mudima.net

Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35 | t. 02 89075394
Info e programmi su
fondazionearnaldopomodoro.it

Fondazione Prada
Via Fogazzaro 36 | t. 02 54670216
Info e programmi su
http://www.fondazioneprada.org

Fondazione Stelline
Corso Magenta 61 | t. 02 45462411
Info e programmi su
http://www.stelline.it

Fondazione Nicola Trussardi
t. 02 8068821
Info e programmi su
fondazionenicolatrussardi.com

Forma – Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1 | t. 02 581188067
Info e programmi su
http://www.formafoto.it

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta 59 | t. 02 48008015
Info e programmi su
http://www.creval.it

Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese 95 | t. 02 89420019
Info e programmi su
http://www.museodiocesano.it

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 | t. 02 796334
Info e programmi su
http://www.museopoldipezzoli.it

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia L. da Vinci
Via San Vittore 21 | t. 02 485551
Info e programmi su
http://www.museoscienza.org

Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Viale Filippo Turati 34 | tel. 02 6551455
Info e programmi su
http://www.lapermanente-milano.it

Spazio Oberdan
t. 02 77406300/6302
Viale Vittorio Veneto 2, ang. Piazza Oberdan
Info e programmi su
www.provincia.milano.it/cultura

Triennale Bovisa
Via Lambruschini 31, ang. Via Codigoro | t. 02 724341
Info e programmi su
http://www.triennalebovisa.it

Triennale di Milano
Triennale Design Museum

Viale Alemagna 6 | t. 02 724341
Info su http://www.triennale.it 
www.triennaledesignmuseum.it

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