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Giulio CIAMPI Trame d’Acciaio: la Galleria Blanchaert di Milano presenta una mostra di Giulio Ciampi allo Spazio Emporio – Spazio Vetraio

Giulio Ciampi, Occhio Cosmico, 2011, Acciaio su perspex, 100 x 100 cm

Giulio Ciampi, Occhio Cosmico, 2011, Acciaio su perspex, 100 x 100 cm

Giulio CIAMPI Trame d’Acciaio – Mercoledì 9 maggio 2012 dalle 18.00 alle 21.00 la Galleria Blanchaert presenta una mostra di Giulio Ciampi dal titolo Trame d’Acciaio. Trenta opere di grande e medio formato esposte allo Spazio Emporio e Spazio Vetraio di Via Tortona 31 a Milano (click: MAPPA). > comunicato stampa > È arrivato l’acciaio! Anche per un artista eclettico e imprevedibile come lui, appassionato da sempre dello spirito segreto della natura, delle virtù espressive dei colori forti, della materia primordiale che si racchiude nei binomi terra-mare e acqua-pietra, fonti principali e costanti della sua creazione artistica, ecco che il freddo, scintillante metallo s’è offerto a lui inaspettatamente per una svolta visionaria. >>

Come accade spesso nella nascita fertile quanto misteriosa di un’idea, è nel segno di un triste evento familiare che Ciampi ha intrapreso questa strada sconosciuta, vissuto stati d’animo inesplorati, trasformando quell’esperienza dolorosa  in atto creativo,  “quasi mi si fosse voluto fare un regalo” dichiara l’artista.

È nata così Ballerina, luminosa figura femminile dal corpo danzante composta su perspex grazie a una sapiente disposizione di piatti e vassoi d’argento di famiglia. Splendido pezzo unico, anticipatore di un ciclo di opere dove il metallo si fa protagonista e la ricerca dei suoi intrecci, forme, spessori, diventa via via sempre più pressante e precisa.

Ciampi lo sperimentatore di strade sconosciute, che pure aveva già annunciato in alcune opere precedenti l’utilizzo di inclusioni metalliche, ora con Trame d’Acciaio  definitivamente conclama la svolta.

Per arrivare a comporre la serie ora in mostra, l’artista ha esplorato il mondo più avanzato degli acciai, ne ha saggiato la forza e la debolezza, il fascino e la difficoltà delle sue applicazioni, la variegata bellezza e i limiti tecnici.

Il binomio acciaio e perspex costituiscono il leit motiv della mostra, l’elemento costante, portatore di materia, movimento, spessore. Eppure, per Ciampi, non si tratta semplicemente di disporre forme sempre diverse su lastre trasparenti, bensì di utilizzare queste stesse forme asimmetriche, disomogenee – come si trattasse di un ordito lucente – per raccontare ogni volta una storia, descrivere una dimensione fantastica.

Anche il linguaggio, come il materiale utilizzato, è astratto, modernissimo, stratificato, ma non deve ingannare. Ogni opera, racchiude in sé una traccia millenaria, seppure infinitesimale, di Storia, è l’emblema di un mondo arcaico, solenne, mai dimenticato.

Che Giulio Ciampi intenda mutuare la modernità con i grandi archetipi è dunque evidente nei temi senza tempo che ha scelto per le sue opere.

Arca, Regina, Guerriero, Montagna Incantata, Guerre Stellari e via via tutti gli altri soggetti sembrano infatti volerci dire che non c’è futuro senza memoria e consapevolezza del passato.

Ogni Trama d’Acciaio, sia che racchiuda azione futurista o esplosione di forza, lirismo o tensione gioiosa, è sempre racconto. È flusso di energie liberate, esperienza estetica attraversata da tanta umana passione.

Ufficio stampa

Cristina Pariset tel. 02 4012584, fax 02 4812486, cell. 348 5109589

e-mail cristina.pariset@libero.it

Note biografiche

Giulio Ciampi è toscano di nascita ma milanese d’adozione. Negli spazi lasciati liberi del suo lavoro istituzionale, negli anni si è costantemente dedicato alla pittura cercando sempre nuove strade per rappresentarla. Le fonti d’ispirazione sono state soprattutto i luoghi vissuti a contatto con la natura: la campagna maremmana dove ha trascorso l’infanzia, il litorale livornese – terra d’origine della famiglia materna – ma anche il paesaggio della riviera ligure, fronteggiante Portofino, disegnato da boschi d’ulivi e dallo sterminato orizzonte del mare, dove l’artista ha passato tante estati.

Ed è proprio nel carattere della natura mediterranea che Ciampi nei primi anni ‘90 inizia a intensificare il suo lavoro artistico e trova nuova materia di ispirazione.

Nel 2000 da tronchi d’ulivo morti nella gelata del 1985-86, disseminati nei boschi liguri, nascono i Pomi d’Oro  sculture naturali rielaborate e dipinte, che saranno oggetto dal 2003 di una serie di mostre a Milano.

Nel 2011 espone a Roma con la mostra Play! presentando una serie di quadri astratti su tela con tecniche a spruzzo e a pennello, talvolta impreziosite da inclusioni d’acciaio e altri metalli. In questo ciclo di opere i temi pur sempre originati dalla natura, come i sassi, i rami, il volo d’uccelli, nella visione dell’artista si trasfigurano, vengono ricondotti alla propria essenzialità.

Grande sperimentatore, Ciampi si è misurato ultimamente oltre che con l’acciaio, protagonista della mostra in corso, anche con la ceramica che prossimamente sarà oggetto di una nuova personale.

Philippe Daverio – Giulio CIAMPI 

Se, come sosteneva Rabelais, «science sans conscience n’est que ruine de l’âme», si può altrettanto bene sostenere che talento senza determinazione è cosa del tutto inutile alle arti. Ciampi fa di tutto per rendere giustizia a questa tesi. L’ho visto pochi anni orsono affrontare con convinta creatività il tema della natura rivisitata quando prese cura degli ulivi gelati nell’ultimo grande inverno del secolo scorso e restituì loro quella dignità che gli ulivi sempre pretendono e che è quella dell’eternità. Di quegli alberi morti ne rifece una foresta allestita colorata d’oro. L’esaltazione delle loro forme contorte riportate nella stanze della mostra e della vita era ben più dell’effetto che solitamente raggiunge la posizione d’una pianta d’appartamento: era l’inattesa innaturalezza a restituire la naturalezza alla natura. La mostra attuale sembra non avere più nulla a che vedere con quelle passate. E ce ne vuole di determinazione, per un artista, a cambiare totalmente orientamento, sapendo così di togliere al pubblico la prima certezza critica che esso chiede, la conformità. Ma in realtà alcuni parametri rimangono identici: è lo stesso Giulio Ciampi, toscano non arrugginito a Milano, che per fortuna non cambia. Questa mostra, come quelle di Milano e Roma, rimane nella sostanza un percorso ludico. Ciampi, nella sua continua ricerca creativa, ha saputo addomesticare il metallo alle sue visioni pittoriche modellandolo come fosse cartoncino. Cosa che ovviamente gli artigiani da sempre sanno ma che l’artista deve di volta in volta riscoprire; e non tanto perché l’artista debba essere più glauco dell’artigiano, ma perché l’artista ha l’obbligo di non sapere (sarebbe un triste accademico), ma di sperimentare. E lo sperimentare è il ripartire ogni volta dalla tabula rasa. Ecco perché si “è artista” e non si “fa l’artista”, il che sarebbe come fare una professione. L’artista non può essere professionista, invece deve essere professionale. E può quindi ritagliare delle lamiere di metallo come Matisse faceva i suoi papiers decoupés, con la medesima attenzione alla grazia delle forme che il grande francese dedicava con le forbici alle carte colorate. Può Ciampi giocare con il registro delle materie contrastate che i metalli offrono nella loro lavorazione industriale e ritrovare il fascino della modernità che già Prampolini scopriva nei materiali artificiali degli anni ’30. Può così superare la linea curva dei primi teatrini della modernità, quelli che Hans Arp organizzava con legnetti di compensato e colorati. E gli si apre così l’armadio dei ricordi d’un secolo appena concluso ma non ancora ordinato. Dall’armadio escono sollecitazioni e ricordi con lo stesso disordine col quale si rovesciano i frutti fuori dalla cornucopia. Ricompaiono le citazioni dei robot che Ivo Pannaggi immaginava e dipingeva negli anni della sperimentazione teatrale fra le due guerre. Anzi torna tutta la cosmogonia dell’immaginario, di quello appunto nel quale la forma fa significato, perché questa è la regola sacra dei toscani. E il toscano, si sa, è determinato al punto tale da evitare spesso la spiegazione dei suoi atti imprevisti: si muove da una cosa all’altra, da un percorso all’altro perché così ha deciso di fare, gli pare, punto. La cocciutaggine è prassi necessaria alla muscolatura cerebrale, cosa che fu resa nota sin dagli anni lontani ai papi militari Giulio II e Paolo III Farnese quando ebbero a che fare con il più torcano di tutti, il Buonarroti, il quale si dimostrò ben più tagliente dell’acciaio delle loro spade. Il toscano di mare per giunta, è temprato nel proprio spleen dall’alternarsi contraddittorio di tramontana e scirocco. Forgiato e martellato da un lato e dall’altro. Determinato, e con causa.

Ora, l’abilità di Giulio Ciampi, o forse davvero la sua fortuna artistica, consiste proprio in questo: l’essere cocciutamente determinato a portare avanti i suoi percorsi “ludici”, l’essere convinto che il percorso intrapreso sia poetico in quanto svincolato, reso libero non da ogni conformismo ma addirittura dalla conformità al suo stesso lavoro precedente. E ditemi voi se è poco!         

                                                                                                                         Philippe Daverio

Mostra:            Giulio Ciampi Trame d’Acciaio

Inaugurazione: 9 maggio 2012 dalle 18.00 alle 21.00

Luogo:               Spazio Emporio , Spazio Vetraio-Via Tortona 3120144  Milano

Durata mostra: dal 10 al 25 maggio 2012

Orario:              dalle 14.30 alle 19.00

Catalogo con testi di: Isabella Bossi Fedrigotti, Philippe Daverio

Per informazioni: tel. 02 86451700 ( orari 14.00-19.00) Irina Eschenazi,

Galleria Blanchaert, P.zza S.Ambrogio,4 20123 Milano, info@galleriablanchaert.it

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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Marino Marini, Giocoliere, 1953, bronzo, h cm 45, Studio Guastalla per Museo Tattile Statale Omero Ancona, Milano arte e cultura
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Potrete vedere e toccare il Giocoliere di Marino Marini e altre opere da giovedì 15 giugno 2012, ore 17 presso le sale del Museo Omero alla Mole Vanvitelliana >>>

PEAU D’ARTS PARIS – MANON MORIN

Manon Morin
Peau d'Arts Paris, a cura di Manon Morin - Mur d'arts contemporains pour artistes, intervenants de l'art et toutes personnes qui aiment les arts. facebook.com/millemots
galerie talmart paris
Vernissage de JIZO, DIVINITE JAPONAISE de Jean-Marc Forax - 1er juin au 7 juillet 2012 - Une série de dessins aquarelles de Jizo, personnage japonais qu'on trouve sur les routes, divinité qui accompagne gaiment les enfants injustement punis.  Avec une vidéo de Shunsuke François Nanjo, et sonorisation de Hogo. Galerie TALMART - 22, rue du Cloître Saint-Merri, 75004 Paris - http://www.galerietalmart.com/

MILANO
FONDAZIONI
SPAZI ESPOSITIVI



Biblioteca di via Senato
Via Senato 14 | t. 0276215318
Info e programmi su www.bibliotecadiviasenato.it

Centre culturel français de Milan
Corso Magenta 63 | t. 02 4859191
Info e programmi su http://www.culturemilan.com

Hangar Bicocca - Spazio d’arte contemporanea
Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca) | t. 02 853531764
Info e programmi su http://www.hangarbicocca.it

Fabbrica del Vapore
Viale Procaccini 4 | t. 02 88464102
Info e programmi su http://www.fabbricadelvapore.org

Fondazione Alessandro Durini - Palazzo Durini
Via Santa Maria Valle 2 | t. 02 8053029
Info e programmi su http://www.fondazionedurini.com

Fondazione Marconi
Via Tadino 15 | t. 02 29419232
Info e programmi su
http://www.fondazionemarconi.org

Fondazione Antonio Mazzotta
Foro Buonaparte 50 | t. 02 878197
Info e programmi su
http://www.mazzotta.it

Fondazione Mudima
Via Tadino 26 | t. 02 29409633
Info e programmi su
http://www.mudima.net

Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35 | t. 02 89075394
Info e programmi su
fondazionearnaldopomodoro.it

Fondazione Prada
Via Fogazzaro 36 | t. 02 54670216
Info e programmi su
http://www.fondazioneprada.org

Fondazione Stelline
Corso Magenta 61 | t. 02 45462411
Info e programmi su
http://www.stelline.it

Fondazione Nicola Trussardi
t. 02 8068821
Info e programmi su
fondazionenicolatrussardi.com

Forma – Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1 | t. 02 581188067
Info e programmi su
http://www.formafoto.it

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta 59 | t. 02 48008015
Info e programmi su
http://www.creval.it

Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese 95 | t. 02 89420019
Info e programmi su
http://www.museodiocesano.it

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 | t. 02 796334
Info e programmi su
http://www.museopoldipezzoli.it

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia L. da Vinci
Via San Vittore 21 | t. 02 485551
Info e programmi su
http://www.museoscienza.org

Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Viale Filippo Turati 34 | tel. 02 6551455
Info e programmi su
http://www.lapermanente-milano.it

Spazio Oberdan
t. 02 77406300/6302
Viale Vittorio Veneto 2, ang. Piazza Oberdan
Info e programmi su
www.provincia.milano.it/cultura

Triennale Bovisa
Via Lambruschini 31, ang. Via Codigoro | t. 02 724341
Info e programmi su
http://www.triennalebovisa.it

Triennale di Milano
Triennale Design Museum

Viale Alemagna 6 | t. 02 724341
Info su http://www.triennale.it 
www.triennaledesignmuseum.it

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